L'Amazzonia in Venezuela

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L'Amazzonia in Venezuela.

In Venezuela l'Amazzonia si estende principalmente nella zona meridionale del paese, regione attraversata dal fiume Orinoco, ed occupa la maggior parte degli stati di Bolívar e Amazonas, i due più vasti dell'intera nazione. Questi due, insieme allo stato di Delta Amacuro nel nord ovest e ad una piccola porzione dello stato di Apure nel sud ovest, si estendono per 491.389 km2, ovvero più del 50% del territorio nazionale.

In questa regione la densità abitativa è bassa, circa 20 abitanti per chilometro quadrato, e la popolazione che vi risiede rappresenta solo l'8,5% del totale che è di circa 32 milioni di abitanti. Tuttavia, qui sono presenti ben 24 popoli indigeni del totale esistenti nel paese.

L'estrazione illegale di oro, specialmente negli stati di Bolívar e Amazonas, dove si trova il 60% dei giacimenti di tutto il paese, alimenta grandi flussi migratori sia all'interno del paese che dai paesi confinanti, e produce gravi danni ambientali ed effetti negativi sulla popolazione autoctona di questi stati.

Negli ultimi anni inoltre, prima del crollo del prezzo del petrolio greggio, lo Stato stringe accordi con diversi paesi e con multinazionali, dando il via ad una nuova politica mineraria molto invasiva. Tutto questo ha come conseguenze devastanti la distruzione della natura e l'allontanamento e l'aggressione dei popoli che risiedono nella regione.

La Chiesa nell'Amazzonia venezuelana

La presenza della Chiesa cattolica nel territorio venezuelano ha inizio nel secolo XVIII con l'arrivo dei gesuiti, dei cappuccini e dei francescani. Nel 1767 i gesuiti vengono espulsi e cinquant'anni dopo, conquistata l'indipendenza dalla Spagna, i francescani seguono lo stesso destino. Con l'arrivo degli indipendentisti nello stato di Amazonas, le attività della Chiesa praticamente cessano per quasi un secolo, ad eccezione di qualche sacerdote diocesano e alcuni religiosi che tenacemente resistono.

Agli inizi del secolo XX, dopo la guerra di indipendenza, si ripristinano le missioni e ai salesiani, cappuccini e domenicani, che guidano le missioni, si uniscono altre congregazioni, come i missionari e le missionarie della Consolata, i missionari clarettiani, le figlie della Sacra Famiglia di Nazareth, le missionarie della carità, le sorelle missionarie di Maria Immacolata e Santa Caterina da Siena tra i tanti.

Nel processo di avvicinamento culturale e antropologico verso gli indigeni Yanomami, ci sono tentativi, non del tutto andati a buon fine, di formare un clero autoctono. Ciò nonostante, attualmente si contano un diacono permanente piaroa, un sacerdote pemon e cinque giovani seminaristi pemon che studiano nel seminario maggiore Jesús Buen Pastor. Il tutto è caratterizzato da una visione di inculturazione del Vangelo, di rispetto e di comunione con le culture esistenti, alla ricerca di una nuovo cammino e di un nuovo volto per la Chiesa nell'Amazzonia venezuelana.

 

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Il testo qui presentato ha finalità strettamente informative.