Conferenza del Cardinale Hummes nell’Università Gregoriana

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cardenal hummes alla gregoriana Photo: UniGregoriana

Conferenza del Card. Hummes nell’Università Gregoriana

IL SINODO SPECIALE PER L’AMAZZONIA NEL CONTESTO DELLA CRISI CLIMATICA E ECOLOGICA

CONFERENZA NELL’UNIVERSITÀ GREGORIANA

Roma, 16 maggio 2019

Nel contesto globale della crisis climatica e ecologica, l’Amazzonia occupa un posto di fondamentale importanza. Si tratta di un polmone del nostro Pianeta Terra. La sua degradazione, deforestamento e crescente inquinamento, oggi in corso, mette a rischio  l’avvenire del Pianeta, secondo un grande consenso dei scienziati.

La società umana globale costata oggi grandi cambi climatici che si manifestano in fenomeni di estremo  calore o fredo, siccità o pioggie, che risultano in inondazioni catastrofiche, uragani e tempeste, lunghi periodi di siccità, desertificazioni, estate supercalda e inverno gelato, disgelo delle ghiacciaie, innalzamento del livello dei mari ed altri. Al contempo, si intensificano il taglio delle foreste tropicali, la degradazione e contaminazione di arie geografiche sempre più grandi, la contaminazione grave dell’aria e dell’acqua, a causa del uso universale di combustibili fossili, dell’estrazione di pretoleo, metali preziosi ed altri, le “queimadas” (quando si bruccia la vegetazione per fare l’agricoltura), il agrobusiness insostenibile con deforestamento crescente e uso indiscriminato e irresponsabile di agro-tossici, il mercato predatorio di legno e pesca. Tutto ciò ha generato e continua ad alimentare  una grave crisi ecologica e climatica.

In questo contesto, appare l’enciclica Laudato si’ sulla cura dell casa comune, del Papa Francesco (maggio 2015) e qualchi mesi dopo la COP21 sulla crisi climatica globale, a Parigi (dicembre 2015).

La Laudato si’ afferma: “Se la tendenza attuale continua, questo secolo potrebbe essere testimone di cambiamenti climatici inauditi e di una distruzione senza precedente degli ecosistemi, con gravi conseguenze per tutti noi. L’innalzamento del livello del mare, ad esempio, può creare situazioni di estrema gravità se si tiene conto che un quarto della popolazione mondiale vive in riva al mare o molto vicino ad esso, e la maggior parte delle megalopoli sono sitaute in zone costiere. I cambiamenti climatici sono un problema globale con gravi implicazioni ambientali, sociali, economiche, distributive e politiche, e costituiscono una delle principali sfide attuali per l’umanità. Gli impatti più pesanti probabilmente ricadranno nei prossimi decenni sui Paesi in via di sviluppo. Molti poveri vivono in luoghi particolarmente colpiti da fenomeni connessi al riscaldamento e i loro mezzi di sostentamento dipendono fortemente dalle riserve naturali e di cosiddetti servizi dell’ecosistema, come l’agricoltura, la pesca e le risorse forestali. Non  hanno altre disponibilità economiche e altre risorse che permettano loro di adattarsi agli impatti climatici o di far fronte a situazioni catastrofiche” (LS 24-25). D’altra parte, “molti di coloro che detengono più risorse e potere economico sembrano concentrar-si soprattutto nel mascherare i problemi o nasconderne i sintomi, cercando solo di ridurre alcuni impatti negativi di cambiamenti climatici” (LS 26). Ecco la situazione, in cui ci troviamo! Il grido della madre Terra e il grido dei poveri, che, come dice Papa Francesco, sono un solo grido. Stiamo, quindi, in una crisi veramente grave, confermata anche dalla COP21 di Parigi.

Le cause principali della crisi sono l’effetto serra e il paradigma tecnocratico. L’effetto serra proviene dell’alta concentrazione di gasi nell’atmosfera – come, principalmente, il diossido di carbono (CO²), il mettano, l’ossido di azoto ed altri. La sua concentrazione nell’atmosfera forma una cappa intorno al Pianeta. Questa cappa permette, sì, l’entrata del calore solare, però impedisce una sua sufficiente uscita e così si forma l’effetto serra e il Pianeta se riscalda sempre di più. Il CO² (diossido di carbono) proviene soprattutto dai combustibili fossili come petrolio, carbono minerale e gas naturale, usati in tutto il mondo nella produzione di energia. Come sostituire l’uso di questi fossili per altre fonti di energia pulita? Ecco un grosso problema, con costi astronomici!

La causa più profonda della crisi, secondo la Laudato si’, è la globalizzazione del paradigma tecnocratico. Ciò risulta che l’oggettivo ultimo  del sistema economico-finanziario mondiale attuale non sia l’uomo e il bene comune, ma il lucro a qualsiasi costo, sia umano sia ambientale. Questo sistema si è sviluppato insieme con lo sviluppo della modernità, cioè con la teoria moderna della soggettività. Questa teoria per se è stata un enorme avanzo, un vero valore, che ha generato per esempio la dottrina dei diritti universali dell’uomo, la decolonizzazione di molte regioni del cosidetto Terzo Mondo, l’autodeterminazione dei popoli, la democrazia, la libertà religiosa, la libertà d’espressione ed altri. Però, al contempo, dalla teoria moderna della soggettività si è sviluppata la sua deformazione in forma di soggettivismo e individualismo che fino ad oggi marcano profondamente la cultura occidentale moderna e determinano le strutture dell’economia mondiale. Secondo tale visione, il soggetto umano è il centro di tutto e separato di tutto ciò che c’è fuori di lui ossia l’oggetto, al contrario di ciò che propone oggi l’ecologia integrale, la quale dimostra come tutto è connesso. Nel soggettivismo e individualismo moderno, il soggetto umano si sente padrone e proprietario del suo mondo esteriore, con il diritto di usarlo, appropriarsene, trasformarlo, esplorarlo e consumarlo. A questa impresa gli viene in aiuto la nascita e lo sviluppo straordinario delle scienze moderne esperimentali ed esatte, che a loro volta sono madri della tecnica moderna e così offrono al soggetto umano  strumenti ogni volta più sofisticati per misurare, conoscere, dominare, trasformare e consumare la natura esteriore. Ciò ha messo in marcia sempre più accelerata un gran progresso materiale, però accumulato nelle mani di pochi, i quali non riconoscono nessun loro dovere sociale o ambientale. “Da qui – dice la Laudato sì – si passa facilmente all’idea de una crescita infinita o illimitata, che ha tanto entusiasmato gli economisti, i teorici della finanza e della tecnologia. Ciò suppone la menzogna circa la disponibilità infinita dei beni del pianeta, che conduce a “spremerlo” fino al limite e oltre il limite” (LS, 106).

Altre cause minori o derivate sono, per esempio, il consumismo crescente, lo spreco di cibo, di energia e di acqua,  la cultura dello scarto, l’inquinamento prodotto dai rifiuti domestici, commerciali, detriti di demolizioni, rifiuti clinici, elettronici o industriali, rifiuti altamente tossici o radioattivi, lanciati nella natura senza il dovuto e adeguato trattamento (cf LS, 21).

Si aggiunga subito che la crisi non è soltanto grave ma anche urgente. Secondo i scienziati, deve essere superata senza indugio in questo secolo 21. Più tarde sarebbe troppo tarde, si ha detto nella COP21.

In tale ampio contesto di crisi climatica ed ecologica, l’Amazzonia occupa un posto decisivo per l’avvenire del Pianeta. Lo ha menzionato il Papa Francesco nella Laudato si’ (LS, 37-38). Senza un’adeguata preservazione dell’Amazzonia con la sua foresta, le acque e la biodiversità, insieme con i suoi popoli originari che ne sono i custodi millenari, sarà molto difficile per non dire impossibile consegnare alle future generazioni un pianeta viabile, sano, fertile e bello. “L’attuale sistema mondiale è insostenibile” (LS, 61). “Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verrano dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?” (LS. 160), domanda il Papa Francesco.

L’Amazzonia costituisce un punto di equilibrio ecologico e di sostenibilità di tutto il Pianeta. Nondimeno, mai è stata così minacciata come oggi!

In quest’Amazzonia c’è la Chiesa missionaria, che, secondo la Laudato si’, nel nome de la sua fede nel Dio Creatore e nell’Incarnazione del Figlio di Dio, Gesù Cristo, deve anche  assumere la cura della “casa comune”. Come sta la Chiesa nell’Amazzonia? È senz’altro una Chiesa missionaria già secolare, eroica, povera, instancabile, che vive l’opzione preferenziale per i più poveri, però con grande difficoltà in termini di lunghe distanze, solitudine nella foresta infinita, insufficienza di missionari/e e perciò poca possibilità di convivere colla sua gente, essergli vicina e di celebrare con le comunità l’Eucaristia, il sacramento della riconciliazione, il sacramento della unzione degli infermi e così senza condizioni di promuovere una Chiesa inculturata e interculturale con volto amazzonico e indigena.

Tutto ciò considerato, con occhi di vero pastore delle Chiese, il Papa Francesco ha indetto un Sinodo dei Vescovi Speciale per l’Amazzonia, avendo come tema e oggettivo: Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale. Abbiamo tanta speranza in questo sinodo!

 

Cardinale Cláudio Hummes